Cosa succede nello studio di un ipnoterapeuta? Come si svolge una seduta ipnotica per lo sport?

Sono tanti i benefici che gli sportivi possono trarre dall’utilizzare l’ipnosi per la propria preparazione mentale. Tramite questa metodica infatti è possibile lavorare su variabili cruciali per gli sportivi.

Anche usare l’ipnosi per migliorare la motivazione negli allenamenti è un valido metodo per aumentare le prestazioni atletiche.

Ad esempio, gli atleti che si affidano ad un percorso con l’ipnosi sono più concentrati. Hanno un corpo più reattivo, sono più sicuri di se stessi, entrano più facilmente in uno stato di “flow”. In questo stato tutto sembra scorrere in modo fluido e anche le azioni più complesse sembrano semplici e naturali.

Tutto questo contribuisce ad aumentare i livelli di performance sia tra gli sportivi professionisti sia tra coloro che praticano sport per piacere. Molti tra coloro che non hanno ancora avuto occasione di lavorare con questo strumento spesso si chiedono: ma cosa succede esattamente durante una seduta di ipnosi?

Le 4 fasi principali di una seduta ipnotica per lo sportivo

1.Raccolta delle informazioni

Per portare lo sportivo ad ottenere il massimo incremento di prestazione possibile, è importante costruire una mappa di lei o di lui come persona. Questo permette al terapeuta di ritagliare il proprio intervento in modo preciso sul soggetto e ne attiva l’inconscio. In questo modo sarà così facilitato a contattare tutte quelle risorse utili per l’allenamento o la competizione.

2. Definizione dell’obiettivo

“Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa.”

diceva Rilke.

Durante le sessioni di lavoro il terapeuta esplorerà questo aspetto in modo da concentrare e dirigere le energie dell’inconscio del soggetto nella direzione che questi desidera.

Nel definire l’obiettivo spesso parla di tempi, ripetizioni, massimali, distanze e risultati, aspetti concreti della prestazione; tutti elementi preziosi a chi compete. Almeno altrettanto spesso nel corso della sessione emergono stati emotivi che frenano o non danno la giusta spinta all’atleta. Questi stati vengono inclusi nella definizione dell’obiettivo come aspetti cruciali per il potenziamento mentale e fisico. Imparare a governare il proprio posizionamento emotivo consegna alla persona le chiavi della performance ottimale.

3. Induzione ipnotica

Costruita una mappa della persona e dell’obiettivo, normalmente si passa alla fase di intervento ipnotico vero e proprio. In questa fase il terapeuta accompagna il soggetto a raggiungere la trance ipnotica: uno stato in cui l’attenzione del soggetto si focalizza e si sposta verso l’interno (sensazioni fisiche, pensieri, ricordi, emozioni).

Il soggetto rimane in contatto con l’ambiente esterno e contemporaneamente può sperimentare un ampliamento dello stato di coscienza che offre opportunità di intervento trasformative per sé. Proprio in virtù di questo spostamento dell’attenzione è possibile lavorare più profondamente con se stessi. Inoltre si avviano processi evolutivi che andranno avanti anche una volta terminata la sessione.

4. Riorientamento e conclusione della sessione

Avviato il processo di lavoro interno, il terapeuta riaccompagna l’attenzione del soggetto verso l’esterno occupandosi contemporaneamente di consolidare i risultati raggiunti e di rendere le risorse e gli stati emotivi utili e disponibili quando serviranno. In certi casi vengono consegnati degli esercizi di autoipnosi all’atleta. In questo modo si può sostenere direttamente il lavoro del proprio inconscio nell’intervallo tra una sessione e l’altra.

Le 4 parti di una seduta ipnotica per migliorare nello sport
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