La vigilia della maratona si ha poca voglia di parlare. La montagna è lì davanti che aspetta e l’indomani bisognerà scalarla.
Da soli.
Senza intermediari.
Non ci sono compagni di squadra, ruote da gonfiare o racchette da regolare; non ci sono condizioni atmosferiche o mezzi tecnici su cui confidare, non c’è la fortuna o il destino da invocare, solo le tue gambe.
Niente altro.
Nessun avversario più forte o mezzo tecnico da incolpare; nessun capro espiatorio o arbitro da contestare.
Alla partenza sarai solo.
Tu, solo contro te stesso e la paura di non arrivare.
Tu come conseguenza di centinaia di chilometri di allenamento e altrettante ore di fatiche, gioie e dolori.
Tu, con la tua tenacia e con tutto il timore e il rispetto che la montagna ti chiede.
Non c’è nessuna finale di Coppa del Mondo o concerto del secolo che possa minimamente avvicinarsi alla tensione o all’attesa della Grande Corsa.
Qui entri in gioco tu, non gli altri.
E quando di Maratone ne hai fatte diverse, ci aggiungi pure la lotta contro l’orologio e contro il te stesso della volta precedente.
Ogni volta l’abisso si apre davanti a te e alla strada da percorrere…senza scuse.
La paura di non farcela e di fallire finisce però per mischiarsi con l’adrenalina e la voglia di partire e il risultato di queste due forze contrastanti, alla fine è il blocco.
Il silenzio.

Che solo allo sparo svanirà come neve al sole.
Solo allora.
Solo allora sentirai il sangue scorrere nelle vene e ti sentirai vivo.
Tutti quei falsi dei che, fino a qualche tempo prima ritenevi importanti, in realtà ti accorgerai di quant’erano effimeri.

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Di quanto ti abbiano fatto perdere tempo.
Solo allora capirai l’importanza del tuo essere.
Sei tu con le tue azioni e con il tuo fare che determini la tua felicità.
Non quello che possono fare o non fare gli altri, non quello che può fare il tuo beniamino, il tuo idolo, tuo figlio o il tuo compagno di vita.
Tu e nessun altro.
Ti rendi conto che se sei lì è solo per merito tuo.
E quando arrivi ti rendi conto di cos’è la felicità.
Ti sembrerà di aver cercato per tutta la vita un’emozione così.
Tutte le ore che hai passato sotto il sole, la pioggia, il freddo, la neve e il vento per arrivare a quel giorno, assumeranno magicamente significato.
Il tuo animo e il tuo corpo si fonderanno in una cosa sola e le porte del paradiso si spalancheranno davanti ai tuoi piedi stanchi.
Da quel momento potrai finalmente riposare e godere della tua impresa; fino al giorno dopo quando ti prenderà la voglia di ricominciare tutto da capo…

La vigilia della maratona
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