Il giorno dopo le gambe erano meno dure.

Sarà l’adattamento naturale del corpo, l’allenamento o chissà che cosa, fatto sta che per la 3a tappa di Fontanazzo ero fresco come una rosa.
La giornata meravigliosa aiutava sicuramente.
Un cielo che più blu di così non poteva essere e una partenza subito in salita ma con pendenze meno proibitive delle tappe precedenti.
Il ritmo ormai avevo imparato a trovarlo subito e la prima salita in mezzo al bosco finiva prima ancora che me ne accorgessi. In men che non si dica mi trovavo a correre in discesa su una strada forestale all’inseguimento della Stella che ovviamente era già sparita appena la strada aveva cominciato a salire.
La ritrovavo dopo un ponticello, prima di attraversare l’abitato di Mazzin così che abbiamo potuto fare ancora qualche tratto insieme prima della seconda salita, questa volta bella tosta.
La colonna infame si ripeteva puntuale e precisa come il primo giorno ma questa volta la subivo di meno, nonostante i quadricipiti cominciassero a farsi sentire.
Il sentiero era stretto e per superare bisognava aspettare il momento giusto, quindi concentrazione, ritmo e, al primo spiraglio scatto felino.
Superare costa in termini di fatica e il cuore era nuovamente al limite ma la voglia di passare davanti a quello davanti a me era più forte della stanchezza.
Prima o poi finirà, prima o poi finirà e intanto il sentiero nel bosco si faceva sempre più pendente e tortuoso.
Stavo andando in crisi.
Il provvidenziale cartello del ristoro a 150 metri però, non poteva giungere in un momento migliore.
Si poteva scendere, anche se all’arrivo mancavano ancora 5 chilometri.
Era la tappa più lunga questa ma col finire della salita finiva anche la mia stanchezza e, come se cominciasse una seconda gara, ricominciavo a buttarmi a perdifiato giù per lo sterrato per raggiungere nuovamente la Stella.
La discesa era divertente e anche un po’ ondulata, cosicché erano pochi quelli che ci superavano, anzi, nei tratti nervosi li riprendevamo tutti con gli interessi e all’ultimo km superavamo anche un paio di donne che all’inizio sembravano molto più veloci di lei ma che alla fine erano belle che cotte.
Il ponte di legno, Ana Nanu (la pluri campionessa ritiratasi per infortunio) che incitava tutti all’arrivo, lo speaker che pronunciava i nostri nomi, la soddisfazione di chiudere in progressione con un 12mo posto di categoria per la Stella che era partita con l’intento solo di correre senza guardare la classifica, sono le cose più belle dell’arrivo di questa 3a tappa, senza sapere ancora cosa ci avrebbe portato la quarta.

La 4a tappa di Moena era sulla carta la più facile e la più veloce e proprio per questo pensavamo che le altre concorrenti femminili avrebbero riconquistato posizioni.
La classifica cominciava ad essere interessante per la Stella ma lei va forte in salita e qui di salita ce n’era poca e nei primi 4 km di falsopiano in discesa sicuramente avrebbe perso parecchie posizioni.
E invece no!
Dopo i primi inevitabili tappi e le prime strettoie, ci eravamo infilati sulla pista ciclabile che costeggia il torrente Avisio ed eravamo riusciti a tenere un ritmo piuttosto alto fino all’imbocco della salita.
Da lì in poi la natura aveva fatto il resto.
Io avevo patito le mie solite pene anche se dovevo superare solo 230 metri di dislivello ma ormai ci ero abituato.
La Stella invece era partita bella pimpante ed ero riuscito a raggiungerla solo a 2 km dall’arrivo.
Ha imparato in fretta a correre in discesa e le sue rivali in classifica, che ormai ho imparato a riconoscere, non erano riuscite a recuperare e a raggiungerla. L’ultimo km poi era in leggera salita e quindi non ce n’è stato per nessuno, anzi!
Riuscivamo a superare anche altre due donne nel tratto finale e la classifica era salva. Potevamo festeggiare sia la grande prestazione a livello fisico che di carattere; la classifica non era e non è mai stata importante, ma è stata la preziosa ciliegina su una magnifica torta che ormai ci stavamo gustando da diversi giorni.
La Stella era tornata grande sulle montagne e l’indomani ci sarebbe stata la sua tappa, il tappone Dolomitico: la salita al Col Rodella!!

Qui puoi vedere la descrizione della prima tappa, della seconda tappa o andare alla quinta e ultima tappa.

La mia Val di Fassa Running (TERZA E QUARTA TAPPA)
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