In questo lungo autunno nelle grandi città non si è sentito parlare d’altro: sono due mesi che non piove, in montagna non c’è neve, l’aria è piena di smog e via dicendo.
In montagna facevano più o meno gli stessi discorsi ma erano disperati per il problema opposto: tanta aria pulita ma nessun fiocco benevolo che attirasse un po’ di veicoli dalle città.
Il Signore delle nevi, quest’anno, si è fatto attendere più del dovuto ma, dopo Capodanno ha finalmente distribuito qualcuno dei sui doni e le quattro ruote da città hanno potuto nuovamente riempire le strade della valle e far ritornare tutto alla normalità.
I giornali e le tv pian piano si stanno occupando d’altro e di questo bimestre secco forse se ne riparlerà in estate se per caso l’acqua dovesse scarseggiare.
Per molte persone è tornato tutto come prima e con la pioggia il problema è stato risolto.
Ritengono infatti perfettamente normale muoversi utilizzando un veicolo a motore e altrettanto normale farlo per i motivi più frivoli.

il lungo autunno
Così come ritengono doveroso stare in casa d’inverno in maglietta.
Tanti altri il problema se lo sono posto ma solamente al bar: bisognerebbe usare di meno la macchina, il tempo è impazzito, la temperatura si alza sempre di più, il governo non ha fatto questo, il sindaco non ha fatto quello ecc. ecc. ma poi si sono accorti che d’inverno fa freddo e addio buoni propositi.
E se per caso il comune si azzardava a limitare la possibilità di utilizzare la loro mezza tonnellata di lamiera, ecco che subito diventavano tutti commercianti e alzavano gli scudi: è anticostituzionale, non ce la contano giusta, prima ci hanno fatto comprare le auto con la marmitta catalitica e ora ci dicono che non possiamo usarla, e le caldaie? Non erano quelle a gasolio che inquinavano?
E così si erano ritrovati a desiderare il brutto tempo pur di lavarsi la coscienza e poter continuare con lo stesso stile di vita di sempre.
Qualcun altro invece il problema se l’era posto ed era andato un po’ a fondo della questione documentandosi e snocciolando tutta una serie di dati sul clima a sostegno della sua bella opinione da difendere a spada tratta davanti agli amici, al bar, in ufficio.
Il mattino dopo, però era lì bello in fila come tutti gli altri giorni allo stesso semaforo.
Come si fa infatti a fare la spesa senza automobile? E andare al lavoro?
D’inverno poi, vuoi mica usare la bici…fa freddo.

il lungo autunno Alimentazione Sportiva

Ognuno sicuramente ha le sue ragioni ma evita il nocciolo della questione.
Non è così difficile arrivarci: per ridurre lo smog basta bruciare meno idrocarburi. Punto.
Non ci va un grande scienziato per capirlo.
Non si muore di freddo se si chiude un termosifone o si usano di più le gambe.
Ma non bisogna solo dirlo, bisogna anche farlo: a parlare son capaci tutti.
La società però non è un qualcosa di astratto; non è un entità da tirare in causa tutte le volte per lavarsi la coscienza.
La società siamo noi; è il nostro vicino di casa, il nostro amico e il nostro collega.
Quanti di loro sono veramente disposti a cambiare stile di vita?
E voi?
Lo siete?
Occhio che potrebbe piacervi.
Basta cominciare dalle piccole cose.
“I centimetri sono tutti intorno a voi, li potete trovare ovunque” diceva Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”.
Spesso al mattino sul controviale di Corso Francia intravedo una signora entrare in macchina proprio mentre passo io.
Tempo che lei accende la macchina, si mette in coda a tre semafori e cerca nuovamente parcheggio, io sono già arrivato e ho fatto la spesa a tre banchi del mercato.
Potrebbe benissimo arrivare a piedi, non sono neanche due fermate di metropolitana e fa un lavoro identico al mio, invece sceglie sempre di prendere l’automobile….perché?
Per abitudine? Perché nessuno le ha mai prospettato un’alternativa? Perché deve mettersi la gonna? Chi lo sa….
Eppure la bici sulle distanze brevi in città non ha rivali.
E il freddo ormai non è più una scusa: con i capi tecnici che vendono adesso in qualsiasi negozio di abbigliamento sportivo, si può pedalare tranquillamente anche quando la temperatura è vicina allo zero.
E voi? Non cominciate con la storia che lavorate lontano e che voi l’automobile dovete usarla per lavoro ecc eccetera.
Quante volte prendete l’automobile per andare in un posto dove potreste benissimo arrivarci a piedi o in pullman?
O addirittura in bici?
Perché non provare?
Ne avete mai parlato in famiglia, col vostro collega, col vostro amico, col vostro capo?
Tutte le volte che accendete il motore della vostra automobile, è proprio necessario?
Pensateci.

Proviamo a ribaltare la frittata e a fare finta che la benzina costi 15 euro al litro.
In quel caso la usereste la bici?
Tante volte sicuramente, ma imprecando e vivendo male l’imposizione di una scelta che non è stata fatta da voi.
Non è meglio farla una scelta, che subirla?
La benzina probabilmente non arriverà mai a quei prezzi, ma la schiavitù dell’automobile quand’è che la gente la vivrà come tale?
Quando avrà l’ernia e non riuscirà a guidare?
Quand’è che si accorgerà di buttare via tanti di quei soldi in benzina e palestra pur di non fare la cosa più semplice del mondo cioè usare le proprie gambe?
Andrebbe ancora ad abitare fuori città? Iscriverebbe ancora i figli a quella scuola così lontana?
Quanto ci metterà ad entrare nel negozietto sotto casa per scoprire che ha più o meno le stesse cose del grande centro commerciale?

Intanto io comincio a fare la mia parte e a fare un po’ di pubblicità.
Andare in bici è bello!
E da quando ci vado regolarmente sto decisamente meglio e sono meno stressato.
Mi piacerebbe che al mattino fossimo in tanti nel controviale ma in futuro magari……
La propensione al cambiamento non ce l’hanno tutti. Molte persone hanno bisogno di tanto tempo o di un forte impulso per cambiare abitudini, ma a volte anche di stare vicino a qualcuno che si comporti diversamente da lui.
La crepa.
Ne basta una piccola e l’intero sistema di convinzioni di una persona può vacillare da un momento all’altro.

La crepa. Ne basta una piccola e l'intero sistema di convinzioni di una persona può vacillare da un momento all'altro.
Per me è stato così e col vostro esempio potreste essere voi a creare quella crepa.
Non sottovalutate il potere delle vostre azioni.
Qualcuno magari seguirà il vostro esempio, qualcun altro sicuramente no, ma almeno fategli vedere che un altro modo di viaggiare è possibile.
All’inizio magari andrete controcorrente e vi ritroverete soli e guardati con sufficienza ma non importa.
Non preoccupatevi di ciò che fanno gli altri, cominciate a farlo per voi e vivetelo come una scelta, non come una necessità.
Non metteteci troppo ad accorgervi che il bollo, l’assicurazione e la benzina di un anno costano esattamente come quella vacanza da sogno che pensate di non potervi permettere.
Fatevi quella vacanza e ricordatevela ogni volta che l’aria del mattino vi farà lacrimare gli occhi.
Quella vi rimarrà per sempre nel cuore, la vostra automobile no.

Il lungo autunno
Valuta questo articolo

Le persone stanno anche leggendo